Archivi categoria: scarpe / shoes

good guys don’t wear leather…

…e io non vedo l’ora di avere qualche $$$ per comprarmi queste belle scarpe NON in pelle…anche le stringate da uomo in color pastello sono irresistibili!!!

http://goodguys.fr/

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scarpe non in pelle a pochi euro…

Ciao Marta,

ti segnalo che su ebay, si trovano scarpe Olsenhaus da sfilata a circa 30 euro… assolutamente da approfittare. Inserisci “Olsenhaus” nella ricerca e seleziona “in tutto il mondo”. Il venditore si chiama “nteo”.  La spedizione in Italia costa circa 25 euro ma visti i prezzi delle scarpe di questa marca, è davvero un’occasione!
Io ho preso queste, sono comodissime e veramente stupende.

Altrimenti, per tutti noi che non amiamo indossare scarpe in pelle, ci sono delle scarpe stupende e a prezzi molto contenuti sul sito inglese asos.com. Basta selezionare sul sito l’opzione “materiali sintetici” e vedrete quante scarpe meravigliose a prezzi che raramente superano i 50 euro.
Lì vorrei prendere queste ma mi sa che aspetterò Natale…

Ciao, Valentina

saldi pre-invernali / pre-winter sales

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Cara Marta,

eccomi alla fine del grande caldo. Mi interrogo sulla nuova stagione e sbircio nel mio armadio per capire cosa mi manca da aggiungere alle cose che già ho. La transizione all’abbigliamento non-animale è un processo lungo che, per non diventare troppo costoso, dev’essere diluito nel tempo e approfittare dei saldi fuori stagione.
La grande differenza è fatta da borse e scarpe che rappresentano la maggior parte della pelle che abbiamo nell’armadio, quindi inizierò a farti vedere cosa si può fare in questo senso.
Ecco cosa ho comprato per ravvivare il mio armadio: una borsa vegan Matt & Nat in saldo a circa 45€; un paio di scarpe Asos a 57€ in finto scamosciato e gomma (isola bene l’inverno!) e una maglia in viscosa sempre di Asos a 32€. Quest’ultima si può portare su dei leggings neri o dei jeans. Visto? Con circa 100 € e senza nuocere ad alcuna creatura, ho dato una bella rinfrescata al guardaroba e addio alle puzzolenti pelli di Vuitton e compagnia bella!

Ciao, Valentina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dear Marta,

here I am at the end of the super hot summer, wondering about new season’s highlights and peering in my closet to see what I miss. The transition to animal-free clothing is a long process and, so that it does not  become too expensive, it must be diluted over time and take advantage of the sales season.
The big difference is made by  bags and shoes that represent most of the animal skin that we girls have in the closet, so I’ll start to show you what you can do in this regard.
Here’s what I bought to revive my wardrobe: Matt & Nat vegan bag on sale at around € 45, a pair of Asos shoes at 57 € made of  faux suede and rubber (fairly good insulated in winter!) and a knitted viscose Asos top for 32 €. The latter can be worn on  black leggings or jeans. See? With about 100 € and without harm to any creature, I gave it a breath of fresh air to my wardrobe and say goodbye to smelly Vuitton and company leather!

So long, Valentina

Noah…

Belle, comode e etiche! / Fancy, comfortable and ethical!

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Ciao Marta,

ho scoperto una fantastica designer di scarpe (eh sì, sono la mia ossessione…) che si chiama Noah. La gentilissima titolare di questa azienda è italiana ma da molti anni vive e lavora in Germania dove produce scarpe non in pelle, certificate anche dalla Vegan Society.

Potete trovare molte informazioni sul perché indossare scarpe non in pelle qui:
http://www.noah-shop.com/it/page/leather

Ho provato un paio di ballerine in lino blu. Sono leggerissime e molto robuste, perfette per l’estate.
Smettere con la pelle è davvero più facile di come sembra!

Valentina

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Dear Marta,

I have discovered a great shoes designer (oh yeah, I’m obsessed with it…) The company name is Noah and the designer is Italian, but she has been living and working in Germany for years, producing non-leather shoes certified by the Vegan Society. 

You can find out why one should not wear leather here:
http://www.noah-shop.com/en/page/leather

I have tried a pair of blue flax ballerinas. They are lightweight but resistant and just perfect for summer.
Give up leather is easier than you think!

Valentina

Un altro paio di belle scarpe non in pelle… / Another pair of cruelty-free shoes…

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Cara Marta,
mi facevi notare qualche giorno fa che le scarpe di Olsenhaus sono ancora abbastanza costose. E’ vero anche se, su alcuni siti, si riescono a comprare le vecchie collezioni a prezzi che non superano comunque quelli delle scarpe in pelle.
Però c’è una marca di scarpe inglesi, Terra Plana, che usa materiali riciclati per le scarpe tra i quali PET (bottiglie riciclate), gomma, nylon e addirittura scarti di stoffe prodotti in eccesso che vengono acquisite direttamente da una cooperativa pachistana. Inoltre non usano colla ma assemblano le scarpe grazie a particolari cuciture e, soltanto quando è assolutamente necessario, utilizzano colle a base di acqua.
Hanno alcune scarpe in pelle, perciò non si tratta di un’azienda totalmente cruel-free, ma i vegan e le persone che vogliono evolvere il loro guardaroba in direzione non-animale, possono dare almeno un’occhiata. Io ne ho comprate un paio molto carine e vi consiglio di guardare su ebay: ne vendono moltissimi stock completamente nuovi a prezzi che raramente superano i 35 euro!
Se vuoi, puoi documentarti sui danni provocati agli animali e all’ambiente dalla produzione di pellami industriali. Il pellame non è un prodotto collaterale della macellazione, ma è parte integrante di tale sconsiderata catena produttiva:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=506
Pensaci!
Valentina

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Dear Marta,
A few days ago you told me that Olsenhaus’ shoes are a bit pricey. True, but they cost infinitely less of leather shoes with the same quality design and however, you can buy last season’s collection on many websites for affordable prices.
There is an English shoes brand, though, Terra Plana, that uses recycled materials, like PET (recycled bottles), rubber, nylon and even fabric leftovers from a Pakistani cooperative. Furthermore, they do not use glue but they assemble the shoes with particular stitching, using water-based glue when is absolutely necessary.
They still have some (recycled) leather shoes, thus is not a completely cruel-free brand, but Vegans and people who wish to change their style in a non-animal one, can have a look. I have purchased a very nice pair and I recommend to you to check on ebay: you can find nice stocks, sold for no more that 35 Euros, a bargain!
If you like, you can get informed on damages provoked by leather production. Leather is not a “collateral damage” of live stockings but a fundamental element of this crazy production chain:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=506
Think about it!
Valentina

Intervista con / Interview with Elizabeth Olsen

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Elizabeth Olsen è una designer che con la sua azienda Olsenhaus (www.olsenhaus.com) che non utilizza materiali derivati dagli animali ha letteralmente stravolto il mondo delle calzature.
Il suo straordinario senso estetico, combinato con la consapevolezza per l’ambiente che ci circonda e con una innovativa ricerca sui materiali, hanno incontrato l’amore per gli animali che la accompagna da quando era una ragazzina.
Indubbiamente questo buon karma e una forte motivazione l’hanno sostenuta nell’impresa di modificare uno degli oggetti più radicati e immutabili dell’uomo “evoluto”: la scarpa in pelle.
In questa intervista che ci ha concesso via email, Elizabeth spiega come ha pianificato la transizione dalla scarpa in pelle a questo nuovo oggetto del desiderio nel quale i materiali riciclati e la bellezza delle forme si fondono con modalità inedite…

M&V: Credi che sia possibile stimolare l’ interesse dei non veg attraverso il design di prodotti di eccellente qualità che non derivino da animali e iniziare da lì una campagna di sensibilizzazione sulla necessità di cambiare le proprie abitudini alimentari?
EO: Sono vegetariana da oltre 20 anni e vegan da poco più di 3 ma quando ho fondato la mia azienda non conoscevo vegani. L’ho creata per scopi educativi, per insegnare la connessione tra il regno umano e quello animale e per mostrare che è possibile non consumare e non indossare animali senza sentirsi privati di qualcosa, che è quello che la massa pensa.
La gente arriva a questa conclusione in modi differenti e il cibo potrebbe essere il primo di questi modi, ma Olsenhaus si inserisce nel dibattito sui nuovi media con un messaggio molto forte e coerente, ovvero quello di far riflettere la gente su ciò che davvero succede agli animali, facendo loro vedere la realtà e spiegando il perché non dobbiamo consumare o indossare animali.

M&V: Pensi che la tua posizione militante sul fatto che “c’è solo una verità”, il motto della tua compagnia che  si riferisce alla realtà dello sfruttamento animale, stia anche lentamente mettendo in discussione la nozione tradizionale di capitalismo che è normalmente percepito come privo di qualsiasi contenuto etico?
EO: Il motto in realtà si applica a tutto: ci sono i fatti e la verità e questo è quanto. Per nostra sfortuna viviamo su un pianeta e in una società sommersa dall’egocentrismo dove la quasi totalità della popolazione mondiale vive oscurata dalle sue percezioni e bugie. Se si riesce ad andare oltre l’ego, si riesce allora a vedere la verità: questa è una regola che vale per tutto.
Il capitalismo non è una cattiva cosa e neanche il denaro lo è; entrambi i termini sono strumenti ai quali gli uomini sovrappongono le loro emozioni, caricandoli di significato positivi o negativi. Qualsiasi cosa che non sia moralmente fondata nella verità può rapidamente trasformarsi in una menzogna.

M&V: Cosa ti aspetti per la tua azienda soprattutto nel campo della ricerca sui nuovi materiali, diciamo nei prossimi 10 anni?
EO: La mia azienda continuerà a espandersi in un marchio che si identifica con uno stile di vita. Riguardo ai materiali continueremo a espanderci possibilmente per rendere i costi meno proibitivi…

M&V: Hai dichiarato che la moda basata sullo sfruttamento degli animali è sorpassata. C’è qualche altro stilista di moda che sta ancora usando prodotti animali che tu comunque ammiri?
EO: Non mi considero parte dell’industria della moda perché quello di cui io parlo è molto diverso. A volte apprezzo altri designer a livello estetico ma non apprezzo nessun designer che partecipa alla tortura di esseri innocenti. Per quanto riguarda i designer vegan non ce ne sono molti da ammirare…

M&V: Sai che in Italia si stimano 6 milioni di vegetariani che o non si preoccupano del loro stile o della pelle degli animali…stai progettando di espandere la tua compagnia sul mercato europeo?
EO: Wow, 6 milioni di vegetariani è un numero considerevole se si pensa alla cucina tradizionale italiana…
Comunque, il problema è la diseducazione e l’inaccessibilità delle informazioni sul modo in cui l’utilizzo dei pellami alimenta il mercato della carne e dei latticini contribuendovi al 25%. Non ci sono molte persone che conoscono questa industria o che ne parlano, a prescindere dal loro stile.
E comunque, sì vorremmo espanderci in Europa.

M&V: Abbiamo letto in una delle tue interviste che Olsenhaus occupa la maggior parte del tuo tempo. Cosa ti ispira oltre il tuo campo, ad esempio nell’arte o nella musica?
EO: La natura e la compagnia degli animali sono le uniche fonti di ispirazione e rinnovamento per me. L’oceano e la spiaggia sono due cose alle quali non rinuncerei mai su questo pianeta. La musica e l’arte vanno e vengono…

***

Elizabeth Olsen is an original designer that has literally changed the world of vegan shoes. Her extraordinary aesthetic sense coupled with eco-awareness and the research on sustainable materials met her love and compassion for animals, something that has accompanied her since she was a girl. Undoubtedly this good karma and strong drive have made possible to succeed in changing one of the most ancient and basic habits of the “evoluted” human being: the leather shoes.
In this interview Elizabeth explains us how she envisioned the transitioning process from a leather pair of shoes to this new, fascinating object of desire in which recycled materials and beautiful shapes get together in a pretty unexpected way…

M&V: Do you believe that it is possible to stimulate interest in non-vegs by designing beautiful non-animal derived products and then take from there in changing food habits and making people aware of the need to stop thinking of animals as products?
EO: I have been a vegetarian for over 20 years, and a vegan for a little over 3, when I created the company I did not know any vegans. I did not create the company for vegans, but to educate on the connection of humans and the animal kingdom, and  show how it is absolutely not necessary to consume, or wear animals and not suffer deprivation in lifestyle- which is the perception of the masses…people come to this realization a lot of different ways: food could come first, but Olsenhaus is in the mainstream media with a strong consistent message- that is making people question what is really going on, an really putting the whole picture together as to why we should not be consuming or wearing animals.

M&V: Do you think that, with your militant position of “There is only the  truth” that is the motto of your company, you are also slowly undermining the traditional notion of Capitalism that is seen as devoid of any ethical content?
EO: The motto really applies to everything, there are the facts and the truth and that is really all that truly is…unfortunately we live on a planet/society overrun with the ego,  so 99.99% of the worlds population lives by their self-created egos, perceptions and lies which they project all over the place…so only if one surpasses the ego- can you see the truth and this can be applied to anything. Capitalism isn’t bad, money isn’t  bad- they are both terms, or tools humans apply their emotions to and create them as positive or negative, anything unfounded in moral consciousness from the truth, is subject to be a lie.

M&V: What do you expect for your company, especially in terms of research on new materials in the next, say, 10 years?
EO: My company will continue to grow into a lifestyle brand. In terms of materials it is a  field and options to continue to expand, and eventually become less cost prohibitive…

M&V: You have said that animal based fashion is outdated. Is there any fashion designer that still uses animal derived products that you admire?
EO: I do not really consider myself in the “fashion” industry, because what I am talking about is so different… I can appreciate visual aesthetics of other designers at times, but no, I do not admire any fashion designers that participate in the torture of innocent beings. There are no vegan fashion designers to even admire…

M&V: Are you planning to expand to the European market? You know that Italy is estimated to have more than 6 million vegetarians that do not worry either about their style or about the animals’ skin…
EO: Wow 6 million vegetarians in Italy- that impressive considering traditional Italian cuisine… it’s the unavailability  ad non- education of the link between using animal hides, and the way it supports the meat and dairy industry by contributing to profits of 25%, and the horrific damage to the environment- there just aren’t alot of people that know about this industry, or are talking about it…. irregardless of if they are into style or not….
Yes the plan is to expand into Europe…

M&V: We have read in one of the interviews that you have granted, that you are very busy with Olsenhaus. What inspires you beyond your particular fields of interest, for instance in art, music and design?
EO: Nature and the companionship of animals are the only constant forms of inspiration and renewal for me, of inspiration and renewal for me. The ocean/beach is something that I would not want to live on this planet without…music /art/design comes and goes…