Archivi categoria: abbigliamento / fashion

qualche sito di consigli cruel-free per abbigliamento

Cara Marta,

come sai negli Stati Uniti siti come il nostro sono abbastanza diffusi, come più diffusa è la coscienza animalista e la filosofia di vita veg* in generale. Tra i siti più utili e ben fatti c’è quello di Annabella, una TV producer veg* che propone molti look accattivanti:

http://ethicalbella.com/

Ti consiglio anche questo sito di ricette e moda veg* dove puoi trovare moltissimi link di siti dove trovare abbigliamento etico. Sulle ricette non sono tanto sicura, a volte si vedono ricette tipo “panino con la lasagna veg” 😦

http://chicvegan.com/

Per gli uomini consiglio vivamente:

http://www.thediscerningbrute.com/

Alla prossima!
Valentina

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Parigi *oh veg!*

Cara Marta,

appena tornata da Parigi…la capitale francese non è una città molto veg e non è neanche molto green . Dei due negozi di abiti ecologici che avevamo scelto per le nostra visita, uno era chiuso (Numanu) e stava per essere trasformato in un’altra attività, e l’altro (House of Organic), oltre ad essere carissimo, vendeva addirittura scarpe di pelle spacciate come ecologiche con la scusa della concia vegetale.
Se sul versante abbigliamento non abbiamo cavato un ragno dal buco, anche il versante ristoranti non ci ha dato grandi soddisfazioni. Su consiglio del mio caro amico Matteo (simpatizzante della dieta e dell’ideologia veg) siamo andati al “Au grain de folie” a Montmartre. Il locale è piccolissimo e riesce a ospitare massimo 10 persone, disposte accanto a una cucina che ricorda molto quella di un appartamento e nella quale una donna rude e scontrosa prepara verdure insipide sul momento. Alle pareti sono appese foto di visoni in gabbia e pulcini nel frullatore, insomma un posto da cui stare lontani se volete convincere qualcuno che veg è bello. Come in tante altre città del mondo, anche a Parigi un sano street food veg può essere meglio del ristorante.
Comunque una buona lista di ristoranti veg per Parigi la trovi in questo bel blog:
http://veganparis.com/

Ciao,
Valentina

saldi pre-invernali / pre-winter sales

***scroll down for English***

Cara Marta,

eccomi alla fine del grande caldo. Mi interrogo sulla nuova stagione e sbircio nel mio armadio per capire cosa mi manca da aggiungere alle cose che già ho. La transizione all’abbigliamento non-animale è un processo lungo che, per non diventare troppo costoso, dev’essere diluito nel tempo e approfittare dei saldi fuori stagione.
La grande differenza è fatta da borse e scarpe che rappresentano la maggior parte della pelle che abbiamo nell’armadio, quindi inizierò a farti vedere cosa si può fare in questo senso.
Ecco cosa ho comprato per ravvivare il mio armadio: una borsa vegan Matt & Nat in saldo a circa 45€; un paio di scarpe Asos a 57€ in finto scamosciato e gomma (isola bene l’inverno!) e una maglia in viscosa sempre di Asos a 32€. Quest’ultima si può portare su dei leggings neri o dei jeans. Visto? Con circa 100 € e senza nuocere ad alcuna creatura, ho dato una bella rinfrescata al guardaroba e addio alle puzzolenti pelli di Vuitton e compagnia bella!

Ciao, Valentina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dear Marta,

here I am at the end of the super hot summer, wondering about new season’s highlights and peering in my closet to see what I miss. The transition to animal-free clothing is a long process and, so that it does not  become too expensive, it must be diluted over time and take advantage of the sales season.
The big difference is made by  bags and shoes that represent most of the animal skin that we girls have in the closet, so I’ll start to show you what you can do in this regard.
Here’s what I bought to revive my wardrobe: Matt & Nat vegan bag on sale at around € 45, a pair of Asos shoes at 57 € made of  faux suede and rubber (fairly good insulated in winter!) and a knitted viscose Asos top for 32 €. The latter can be worn on  black leggings or jeans. See? With about 100 € and without harm to any creature, I gave it a breath of fresh air to my wardrobe and say goodbye to smelly Vuitton and company leather!

So long, Valentina

Belle e biodegradabili !!

Ciao Vale,

guarda un po’ che bei sandali che ho scovato!!!

Hanno una suola in gomma ricavata da vecchi pneumatici e  l’eco-pelle è completamente biodegradabile.  Anche le confezioni  che le contengono sono solo di carta riciclata…

http://www.delarueshoes.com

vestirsi con le piante / get veg dressed

*scroll down for English*

Ciao Marta,

sempre più persone mi chiedono quali siano i materiali non-animali che possono essere usati per l’abbigliamento. Non è una domanda facile e ammetto che anche io ho avuto e continuo ad avere difficoltà in questo campo. Posso dirti innanzitutto cosa non va assolutamente usato: pelle, pellicce, lana e seta anche se di questi ultimi due materiali esistono delle produzioni certificate che garantiscono il benessere degli animali.
In estate è molto facile: il cotone mi sembra la scelta preferita anche da chi non si pone questioni etiche o ambientaliste. Esiste naturalmente una vasta serie di cotoni che comprendono anche il cotone biologico che, oltre a essere molto ipoallergenico, contribuisce a contenere la nostra impronta ecologica poiché evita OMG, pesticidi, sostanze chimiche etc.
Inoltre, un tessile molto traspirante e confortevole è il lyocell (anche conosciuto come tencel) una fibra che deriva dalla cellulosa e che diventa morbidissima e molto piacevole al tatto. Io ho un paio di vestiti di questo materiale che sono veramente straordinari.
Il bambù, che una volta si usava principalmente per le stecche dei corsetti, è oggi un’ottima fonte di fibre tessili. L’azienda che si occupa di produrre la maggior quantità di questa fibra si trova in Cina ma ha ottenuto i necessari certificati di sostenibilita, quindi non puoi sbagliarti acquistando un capo in bambù.
Le maggior parte di queste fibre si trovano poco in Italia, ma si può acquistare molto online, ad esempio dal sito www.fashion-conscience.com che spesso mette in saldo gli articoli.

Alla prossima,
Valentina


Dear Marta,
more and more people ask me which are the non-animal-derived materials that can be used for clothes. That’s not an easy question  and I admit that I had, and I still do have, issues in this field. To start with, I can tell you what you should never wear: leather, fur, wool and silk, although the last two materials exist as certified products that care of the animals’ ethical treatment.
Summer is easy: cotton seems to be the favourite choice of everyone, including people who do not care of eco issues.  Of course, one can find a wide range of cottons, including the organic one which is hypoallergenic and helps containing our ecological footprint, avoiding pesticides, OMGs and so on.
A very traspirant and comfortable material is lyocell (aka tencel), a fiber that derives from cellulose and it’s soft and nice to touch.I have a couple of dresses out of lyocell and I can only recommend it.
Bamboo textile was once used only for structural elements, such as bustles and the ribs of corsets, but is now a source of yearn and fibres. Most of the bamboo used to make fibre and clothing is grown in China from a company but is certified organic  so you can’y go wrong.
Most of these fibres are not easy to shop in Italy but you can find a good selection online, for instance at  www.fashion-conscience.com, especially in the sale section.

See you soon!
Valentina


Due esempi di come vestire alla moda ma con etica !!!

Ciao Valentina,

come ben sai ogni anno quando sta per arrivare l’estate mi viene voglia di comprare qualcosa di nuovo ma ovviamente ecosostenibile.
Quest’anno la mia ricerca si rivolge al mondo degli accessori e in particolare delle borse. Sai bene che io non mi accontento e quindi oltre a cercare qualcosa che fosse ecosostenibile, ho cercato anche qualcosa che fosse  particolare..
Navigando sul web ho trovato due esempi di come sia possibile unire l’aspetto estetico a quello ecosostenibile, e queste due aziende sono il risultato della mia ricerca : una americana che si chiama Matt & Nat, e l’altra italiana che si chiama Marakita. Quello che accomuna queste due aziende è sicuramente il fatto che non usino prodotti animali e che portino avanti una ricerca sui materiali nel rispetto totale dell’ambiente.

Nello specifico Matt & Nat produce borse composte per il 100% da bottiglie di plastica riciclate e nel 2011 ha iniziato a usare il sughero come rivestimento per l’interno di ogni loro borsa e portafogli. Leggendo il loro sito poi, ho scoperto che non solo sono attenti ai materiali e all’ambiente ma aiutano anche le persone che hanno bisogno facendo donazioni di borse o di pasti. Ammirevole no ??!!!

Marakita invece è italiana, di Firenze per l’esattezza. L’azienda fa capo a una ragazza che dopo diversi lavori ha deciso di seguire il suo sogno e di produrre borse. Le sue creazioni sono fatte con materiali di recupero, come stoffe, e stampe di sdraio, copriletto ed abiti anni Sessanta e Settanta, uniti a tessuti artigianali fatti a telaio.

Insomma due progetti originali, belli e sopratutto a impatto zero..
Fammi sapere cosa ne pensi!!!
A presto,
Marta

***

Dear Valentina,

as you know, every year when summer is coming, I want to buy something new, but of course environmentally friendly.
This year, my research turns to the world of accessories and bags in particular. You know me so well I am not content to look for something that is just environmentally friendly, I look for something that is also special …
Browsing the web, I found two examples of how to combine the aesthetic aspect to eco-friendliness, and these two companies are the result of my research: an American one called Matt & Nat, and another Italian named Marakita. What unites these two companies is the fact that they do not use animal products and they are carrying out research on materials that respect the environment.
Matt & Nat produce bags made from 100% recycled plastic bottles and in 2011 began to use cork as a coating for the inside of each bag and their wallets. Reading their website, I discovered that not only are attentive to the materials and the environment but they also help people  by making grants or donations of food. Just great, right?
Marakita is an Italian brand based in Florence. The company is headed by a girl who decided to follow her dream and produce bags. Her creations are made with recycled materials, such as fabrics, prints and  bed covers and clothes from the 1960s and 1970s, combined with  crafted frame.
In short, the two original, beautiful and sustainable projects.
Let me know what you think!
See you soon,
Marta

Una giornata a Milano

Cara Marta,

la giornata che abbiamo trascorso alla ricerca di una Milano est/etica è stata piena di belle sorprese. Grazie delle tue foto che ci faranno condividere alcuni dei luoghi che abbiamo visitato e raccontare cosa abbiamo scoperto.
Per prima cosa, arrivate alla Stazione Centrale, siamo andati a visitare la sede del Progetto Gaia. Lì ci ha accolto Manlio che con un pugno di soci da un po’ di anni si occupa di creare una rete per vegani e vegetariani che sono alla ricerca di oggetti e cibi che possano tornare utili a chi, come loro, ha scelto di consumare in maniera responsabile. La loro associazione si ispira alla teoria di Gaia che potete trovare, ben spiegata nella pagina dell’Associazione http://www.progettogaia.it/ sotto “Ipotesi Gaia”.
Manlio ci ha spiegato che la loro associazione persegue un progetto olistico di miglioramento dell’ambiente, della condizione umana e animale e che per questo motivo non si occupa di beni di consumo tout court. Pur non essendo specializzato nell’abbigliamento e tantomeno nella moda che l’associazione, coerentemente con i suoi principi, non desidera trattare, Progetto Gaia può essere d’aiuto a chi sceglie di non utilizzare prodotti animali nel vestiario. Oltre alle scarpe, si possono trovare dei jeans molto belli di cotone biologico e delle belle sciarpe di canapa tessuta tipo jersey che non ha nulla da invidiare ad altri materiali.

Abbiamo proseguito il nostro giro pranzando da Mens Sana, parte di una distribuzione di gastronomie vegan con varie sedi a Milano. Lì i gentilissimi proprietari ci hanno fatto assaggiare varie specialità vegan davvero buone, ma quello che ci ha più colpito è stata la varietà della clientela composta anche da molti lavoratori e impiegati in pausa pranzo. La specialità della gastronomia è certamente la torta di azuki e pere. Dimenticavo… i prezzi sono davvero popolari.
L’incontro chiave della giornata è stato quello con Costanza Algranti, una mente creativa eccezionale che ci ha fatto conoscere, oltre al suo eccezionale lavoro, quello di Monica Castiglioni, un’altra straordinaria designer. Mandami presto le foto così ti ricordo com’è andata!

Valentina