Edoardo Sanguineti, Carol Rama e la mucca pazza

La mucca pazza
Per Carol

misera me, mastiti e meningiti
ultravirali ustionano e uperizzano
cisti in cervici e carie di carditi:
corpi callosi in croste cretinizzano
arterie agglutinate e algesizzate:

partoriscono pesti e pastorizzano
acufèni acutangoli e avvinghiate
zoccolature: e gli zombi zoppeggiano:
zooiatre zoccolate zavorrate,
alienate agitate, ahimè, mi ancheggiano

Edoardo Sanguineti, 1997

 

 

good guys don’t wear leather…

…e io non vedo l’ora di avere qualche $$$ per comprarmi queste belle scarpe NON in pelle…anche le stringate da uomo in color pastello sono irresistibili!!!

http://goodguys.fr/

I miracoli hanno la coda lunga…

Ned è un giovane studente americano pieno di vita: sportivo, circondato di amici che a causa di un gravissimo incidente stradale rimane paralizzato. L’adozione di una scimmia cappuccina addestrata dall’associazione americana Helping Hands, si dimostrerà fondamentale per la lenta ripresa di Ned, il quale sviluppa un legame affettivo fortissimo con la scimmia Kasey.

Un consiglio di libro per l’estate: Ellen Rogers, I miracoli hanno la coda lunga, Salani, 2012. Vi farà capire cosa può fare un animale non-umano per l’uomo, ma non cosa possa fare l’animale umano per loro.
Questa battaglia è ancora tutta da combattere.

Flatus vocis. Breve invito all’agire animale.

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Ho appena finito di leggere questo libro del mio amico, ma soprattutto pensatore e pensante, Leonardo Caffo.

La battaglia continua con un nuovo linguaggio e qualche idea per fare la rivoluzione.

Da non perdere per tutti quelli che pensano che l’antispecismo consista (solo) nello spruzzare di vernice le pellicce delle vegliarde e per quelli che conoscono a fondo l’importanza del tema.

Bravo Leo, ancora un centro!

Valentina

Appena scoperto…

Cara Marta,

non guardo mai le pubblicità su Facebook ma oggi, caso strano, mi è venuto in mente di cliccare su http://veggiecoupons.net/.

Il sito funziona come groupon ma tratta prodotti vegetariani e vegani che, tramite il meccanismo del gruppo d’acquisto, permette di comprare a prezzi scontati dei prodotti alimentari, cene in ristoranti veg ma anche viaggi e prodotti per la cura del corpo.

Sine qua non.

Valentina

 

Un bel libro sul crudismo

Cara Marta,

come sai già da qualche tempo mi sto interessando alla cucina crudista sul quale avevo già scritto qualche tempo fa.
Ho appena finito di leggere Il crudo è servito! a cura di Lucia Giovannini e Giuseppe Cocca con le ricette di Laura Cuccato e Susanna Eduini pubblicato da Edizioni My Life.

Il libro contiene un’introduzione di Lucia Giovannini che, oltre ad essere una studiosa della psiche umana e dei metodi per praticare la crescita individuale, è anche un’esperta di cucina crudista. Nella sua introduzione, ci racconta le origini e le basi del crudismo, una forma di alimentazione composta da frutta, verdura, semi, germogli e affini nella quale nessun cibo viene cotto oltre i 40 gradi. Inoltre, nell’introduzione la Giovannini spiega i motivi della dieta veg, con passaggi molto toccanti sulla nostra amicizia con gli animali e sulla necessità di una transizione globale verso un’alimentazione basata sui vegetali. Senza trascurare naturalmente le implicazioni psicologiche del cibo e le insidie che si nascondono dietro alcuni nostri automatismi nel campo dell’alimentazione.

Questo tipo di preparazioni richiede alcuni strumenti che molti di noi hanno già in cucina: frullatori, centrifughe, coltelli ben affilati e l’essiccatore, che permette di trasformare semi e bacche in gustosi crackers. Le ricette sono molto varie e gustose: io stessa baso la mia alimentazione in gran parte su cibo vegetale crudo e ne traggo enormi benefici. Segnalo la ricetta della marmellata di bacche Goji, una bacca cinese buonissima e ricca di proprietà che spalmo con gusto al mattino su una fetta di pane integrale o una galletta. Si trovano facilmente nei negozi bio e la preparazione con il frullatore è facilissima.
Per quanto riguarda i piatti salati, ho provato il caviale di alghe e aspetto l’estate per “s-cucinare” le lasagne di zucchine, naturalmente crude! Le ricette sono veramente appetitose e stimolano veramente la fantasia se si ama passare tempo in cucina. Vi sorprenderanno soprattutto i ravioli crudi di daikon e gli spaghetti di zucchine, veramente geniali.

Nell’ultima parte Giuseppe Cocca spiega le basi scientifiche di questo tipo di alimentazione, i benefici sulla salute, le ragioni dei vantaggi dell’alimentazione veg e chiarisce alcune questioni relative ai miti delle proteine e simili.

Buona lettura,
Valentina

How I Won the War o del potere delle immagini

Caro Leonardo,

leggendo il tuo racconto Lacrime pubblicato su Asinus Novus, ho rivissuto molte sensazioni con le quali mi è capitato di confrontarmi e mi sono venuti in mente dei pensieri che vorrei condividere.

Innanzitutto, lasciami fare un complimento ad Asinus Novus: mi piace questo blog così semplice e lineare che riesce a trasmettere un concetto ben preciso: lo specismo esiste ed è un problema che va combattuto con armi affilate.

Voi filosofi mi siete molto simpatici e mi piace pensare che spesso possiate essere quell’avanguardia che in passato ha già contribuito a cambiare le cose, molto di più degli artisti che ormai sono una categoria completamente auto-referenziale.

A proposito di artisti, ti racconto uno dei momenti del cambiamento che è iniziato per me un po’ di tempo fa, ma che continua a manifestarsi nei modi più impensati. Come sai io lavoro in un grande museo che si occupa di arte contemporanea. Alcuni giorni fa mi è e arrivato via email il testo di un autore che aveva selezionato, tra le tante immagini che accompagnavano il suo testo, un’immagine che mi ha parecchio turbata.

Si tratta dell’ “opera” di Wim Delvoye Art Farm del 2005 nella quale, alla periferia di Pechino, l’artista espone maiali tatuati con dei disegni ideati da lui o, più banalmente con dei loghi di multinazionali della borsetta. La foto che mi ha colpito, in particolare, mostrava un maiale (un-il-quel maiale) circondato da quattro persone intente a tatuarlo, un’immagine al tempo stesso brutale e inutile. Si sa che in quanto storici dell’arte, noi si sia più sensibili alle immagini rispetto ad altre categorie professionali e che si riesca a guardarle in modo più malizioso o smaliziato (dipende dal fine dell’atto del guardare). In questo caso, improvvisamente, il mio sguardo è diventato carico di biasimo per un’azione tanto inutile poiché finalizzata a saziare la stupida creatività di un seppur grande artista.

Lo sguardo che mi serve ogni giorno per lavorare e capire, valutare e raccontare, conservare e ricordare, è diventato ostile e si rifiuta di capire cosa ci sia dietro tale immagine per cedere alla tenerezza dell’animale non-umano che non trarrà alcun beneficio dall’essere usato come opera d’arte.

Comunque, non ho esitato un secondo e ho subito contattato l’autore del saggio, scrivendo: “La ringrazio molto del testo che leggerò appena possibile, inviandole eventuali commenti. A prima vista, se mi permette, vorrei suggerirle di prendere in considerazione l’ipotesi di rimuovere le foto dell’inutile tatuaggio sul maiale che potrebbe offendere la sensibilità di alcuni.”

Questo è il punto: la sensibilità di alcuni ma non di tanti, mai di tutti. Guardatela. A chi può dar fastidio questa immagine? E vi dà più o meno fastidio dell’immagine di un maiale in un macello? Vi provoca lo stesso dolore nelle parti basse e dovete distogliere lo sguardo? A me provoca lo stesso dolore, la stessa pena, lo stesso moto di ribellione seguito inevitabilmente dal senso di impotenza e dalle domande: come faremo a liberarli tutti, come potremo alleviare la loro sofferenza, come cancelleremo la catena alimentare sconsiderata su cui si basa il mondo occidentale intero…

Certamente rivolgere lo sguardo verso lo sguardo di qualcuno che guarda come voi, aiuta a guardare più in avanti. Sembra che questo tipo di sguardi si rafforzino verso l’infinito.

Quando vi sembra una lotta senza speranza, dedicatevi ad accudire i vostri animali, prendetevi cura di quelli abbandonati, anche economicamente se non avete tempo disponibile dal lavoro, o andate a trovarli nei rifugi. Stare con gli animali fa bene e vi restituisce il significato più profondo di quello che fate: parlare per chi non ha voce.

Siate vegani o vegetariani: molto semplicemente si sta meglio. Smettere di mangiare animali è facile, più facile di quello che si possa ragionevolmente credere.

Non vestitevi di loro, non meritano di stare attorno ai vostri piedi o ai vostri colli. Il pelo degli animali si muove insieme alle loro emozioni e non è concepibile indossare qualcosa che potrebbe darvi conforto scodinzolando, squittendo, cinguettando.

Siate indulgenti con i carnivori, molti di voi lo sono stati. Parlate e spiegate le vostre ragioni con calma e solo se venite interpellati. Non cercate di provocare ribrezzo nelle persone mentre addentano un panino al prosciutto, sono affamati e non collegheranno il cibo al senso di colpa, non vi ascolteranno. Parlate quando non vedono il panino. Allora, grazie al potere della mente collegheranno visualmente il prosciutto con il maiale e forse sarà possibile che la mente si apra.

Potere dell’immaginazione versus la realtà. 

Continuiamo a camminare e a descrivere tutti i passi di questo sentiero nuovo che con pazienza dobbiamo spiegare a tutta l’umanità, partendo da piccoli gesti di dissenso quotidiano, anche in quei settori che, come la storia dell’arte, ci sembrano immuni dallo specismo.

 

Ciao e buon viaggio,

Valentina